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Vlado Gotovac: Un ascolto di J.S. Bach

Ascolto quel che posso:
Tanta terra con l’azzurro sfavillio del silenzio.
Non vado al di la di questo,
Piu in la cominciano le stelle.
Chi ci si sente ancora bene laggiu, oltre a Mozart?

Cerco le parole, uno smarrito invito all’amore,
Sostituzione per l’impossibile.
E Tu, sorridente per gli insegnamenti di Dio,
Vivi forse cosi solitario
Che non riesco a sentirti?
Dall’organo scendono tante solennita incomprensibili!
Fa freddo, non e vero, dopo tali note?…
Quanto e innocente il tuo comportamento nell’ordine divino!

Io sopporto quel che posso.
Il resto lo lascio agli angeli.
Essi si addossano l’impossibile,
Silenzi sovrumani…

Tu non insegni,
Tu semplicemente continui da solo,
E questo e un comprensibile dovere del Tuo rapporto col cielo.
Il primo e come la mela di Lutero,
Il secondo e perdono.
E quanto a noi, ci lasci qui seduti
Sopra solide sedie di avventura…
Tu sai quanta bellezza possiamo sopportare.

Alla fine, e come se tenessimo nelle mani
Le palle della terra azzurra.
Da qualche parte il silenzio riluce:
Tu hai trovato la soluzione
Ma noi ascoltiamo soltanto il conforto.

(Italian translation by Giacomo Scotti)